Maison&Objet
redazione 8/04/2016

Progetto Gallery on stage

Si rinnova negli spazi del Salone del Mobile l’appuntamento con Progetto Gallery, una collettiva di 25 nomi eccellenti del mobile classico italiano, che anche quest’anno si riuniscono al padiglione 2 ed espongono, in un percorso comune, tutto il meglio della loro produzione

Nel panorama produttivo italiano di mobili in stile un gruppo selezionato di aziende ha trovato un fil rouge che le unisce dal 1992: “Va in scena la qualità”, un claim portato avanti da ventiquattro anni e che ancora oggi riassume la filosofia che le ha unite, ovvero l’alta qualità come requisito indiscusso.

Con un nuovo layout espositivo e forti di un efficace piano di comunicazione, anche quest’anno le aziende di Progetto Gallery espongono sotto i riflettori del Salone del Mobile il risultato della loro maestria artigiana, presentando a un pubblico internazionale non solo mobili classici, ma anche complementi d’arredo, elementi per l’illuminazione, tessuti, ambienti, spesso anticipando le tendenze del settore e sicuramente testimoniando le evoluzioni che hanno attraversato i decenni.

Aziende che si differenziano tra loro per tipologia di prodotto, organizzazione produttiva e commerciale e mercati di destinazione, ma tutte con alcuni tratti distintivi in comune, che le hanno fatte diventare punti di riferimento a livello internazionale nell’arredo di spazi abitativi esclusivi, hotel di lusso, musei, ambasciate, spazi commerciali e istituzionali. A cominciare dalla profonda e antica conoscenza di ogni singola fase di lavorazione, talvolta ancora interamente manuale. E poi l’accuratezza massima nella realizzazione di ogni dettaglio, come nel caso di intagli, finiture e decorazioni; lo studio preciso delle fonti storiche che guidano i diversi stili; la ricerca continua della bellezza e di un’estetica senza tempo che sappiano coniugarsi a funzionalità e comfort; le proficue collaborazioni con progettisti e designer per l’ideazione di nuovi concept; la capacità di fondere le proprie lavorazioni di nicchia, nate spesso in una piccola bottega artigiana, con quelle tipiche di altri distretti, rendendo i prodotti innovativi ed espressione di moderne contaminazioni fra territori, tecniche di lavorazione e materiali. Legni pregiati, fusioni di metalli, pellami esclusivi, cristalli, vetri, marmi, tessuti, colori… elementi che abbinati tra loro creano valore, bellezza e armonia artistica. Ma quello che più contraddistingue le venticinque aziende, oltre naturalmente al fatto di realizzare prodotti interamente Made in Italy, è la capacità di interpretare al meglio le esigenze e il gusto del committente e di metterli al centro del proprio lavoro, dando vita a realizzazioni personalizzate e su misura, dalla scelta dell’oggetto fino alla realizzazione dell’arredamento completo, ognuna secondo la propria identità.

Il gruppo numericamente più consistente è quello delle aziende lombarde che fanno parte del distretto brianzolo del mobile classico: Tagliabue A&A con Roberto Ventura, Cappellini Intagli, Bellotti Ezio, Croce, Mario Galimberti, Minotti Collezioni, Minotti Luigi e Benigno, Mida, Pimar, Marzorati, Fratelli Busnelli, Fratelli Sanvito e Armando Rho. Un distretto famoso nel mondo, con due secoli di produzione alle spalle e una specificità riconducibile all’alto potenziale creativo del sistema produttivo e alle forti competenze tecniche e professionali presenti.

Altro gruppo di aziende del Progetto Gallery che fanno capo a un distretto antico e rinomato è quello della provincia di Firenze, culla del Rinascimento e ispirazione nei secoli per artisti e artigiani, con le sue ville medicee, i suoi quadri, le sue sculture, i suoi intagli armoniosi e aggraziati. Qui operano le fiorentine Tosco Ticciati, Badari Lighting, CreArt, Florence Art e Gallo, altre realtà affermate che, per lo spettro variegato dei prodotti che realizzano, anch’esse talvolta uniscono lavorazioni antiche nate proprio nel territorio fiorentino, come per esempio la decorazione a “Guazzo”, a materiali e lavorazioni contemporanei.

Ma non mancano altre eccellenze dislocate sul territorio italiano, da nord a sud, e anche in questo caso spesso parte di distretti manifatturieri rinomati: dalla casertana Annamaria Alois San Leucio alla vicentina Bertolini Arte, dalle emiliane Bernazzoli by Ghilba e Venturi Arte alla varesina Artearredo, fino alla romana MP2.

Nomi eccellenti, tutti, con secoli di conoscenza sulle spalle. Perché “la perfezione non si raggiunge in un attimo”.

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