Maison&Objet
redazione 12/04/2016

Ricominciare a crescere

Dopo anni di segno negativo, l’arredo italiano torna a registrare un incremento, seppure lieve. Per i prossimi anni si prevede il consolidamento del mercato interno e la diversificazione degli sbocchi all’estero, che compenserà il rallentamento della domanda extraeuropea

Si arresta l’emorragia dei consumi, che ora dovrebbero lentamente, ma costantemente, risalire. Appare questo lo stato di salute dell’arredo italiano a inizio 2016. Una maggiore propensione all’acquisto di mobili sarà determinata da diversi fattori, fra cui una più solida tenuta del reddito e la proroga al 31 dicembre di quest’anno del bonus mobili, confermata dalla Legge di Stabilità 2016. Se non un momento di svolta, l’industria italiana del mobile si prepara a vivere una stagione più vivace e ricca di opportunità.

Già nel 2015 ha cominciato a soffiare un vento di cambiamento, grazie al consueto traino delle esportazioni, che hanno raggiunto risultati persino superiori alle aspettative. L’intera filiera del legno arredo, secondo i dati di FederlegnoArredo, ha registrato da gennaio a settembre 2015, in rapporto allo stesso periodo dell’anno precedente, un incremento delle esportazioni del 6%, con un balzo in avanti delle vendite negli Stati Uniti (+23,5%) e Regno Unito (+17,8%). In Cina l’aumento si è fermato al +9% per l’intero comparto, ma guardando ai soli mobili la differenza sull’anno scorso arriva al +19%. Cifre che hanno attutito il tonfo delle vendite in Russia: -25,8%.

Dopo la discesa continua degli ultimi anni, anche il mercato interno torna finalmente con segno positivo, pur senza exploit, visto che il consuntivo 2015 non supererà probabilmente il +0,5%. Oggi il comparto in Italia vale 26,7 miliardi di euro e impiega oltre 360mila addetti. Certo, siamo ben lontani dai numeri del periodo precedente la crisi, ma il fatturato dovrebbe crescere dell’1,8%  rispetto al 2014, segnando l’inizio della risalita.

Secondo le previsioni di Csil (Centro studi industria leggera), i segnali positivi del 2015 si consolideranno nel 2016, con un ulteriore avanzamento del mercato interno, che dovrebbe crescere dell’1,2%, grazie anche alla conferma del Bonus mobili legato alle ristrutturazioni e all’introduzione del Bonus per le giovani coppie. A questo quadro migliorativo contribuiscono un clima di maggiore fiducia e la tenuta del potere d’acquisto delle famiglie, determinata dalla stabilità del reddito, a fronte di un’inflazione ancora contenuta.
Anche dalle esportazioni non si aspettano brutte sorprese. Il calo previsto della domanda extra-europea sarà compensato da un euro meno forte e dalla capacità delle aziende italiane di diversificare i mercati. Csil prevede che la produzione di mobili in Italia crescerà del 2%. Nel 2017 la produzione dovrebbe aumentare ulteriormente, anche alla luce della prevista ripresa degli investimenti in edilizia. E nel 2018 sarà la domanda interna a irrobustire la crescita.

Questi bagliori di ripresa sono resi possibili anche dalla caparbietà e dalla lungimiranza di molti produttori di mobili italiani, che hanno saputo resistere ai durissimi colpi della crisi e riorganizzarsi, anche attraverso investimenti mirati. I marchi più importanti del design Made in Italy, per esempio, hanno aumentato il numero dei punti vendita diretta, fra showroom e negozi monomarca. Chi è riuscito a rinnovare i macchinari, inoltre, ha incrementato l’efficienza del processo e ha accontentato un mercato che tende a chiedere sempre più varianti di prodotto. Anche l’impegno nella ricerca delle aziende italiane, pur incostante, continua a essere fra i più intensi d’Europa.

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