Maison&Objet
redazione 7/04/2017

Storia di una brasserie a Milano

Le Vrai racchiude un angolo di Francia nel quartiere milanese di Porta Nuova. Non solo nella proposta gastronomica, ma in una fedele ed evocativa soluzione di interior

C’era una città, Milano, ricca di vitalità, mondanità e location di ogni sorta per gustare prelibatezze locali e internazionali, ma priva di un iconico ristorante dedito alla tradizione gastronomica francese. C’era poi un’amante della cultura d’oltralpe e allo stesso tempo estimatrice del buon vivere all’italiana, che ha coniugato queste due realtà in un progetto dal sapore raffinato e familiare: Le Vrai, un’autentica brasserie nel quartiere di Porta Nuova. Prendendo a riferimento Le Lazare di Parigi, Claire Pauze, titolare del ristorante, ha coinvolto la medesima interior designer, Karine Lewkowicz, per ricreare nello spazio milanese un’identità forte e corrispondente a un preciso concetto di Francia, quello della tradizione, dell’atmosfera elegante e accogliente.

Ne è scaturito un luogo di scoperte gastronomiche e di interior a 360°; quattro aree distinte (su due piani) assecondano altrettante esperienze culinarie: il Cafè con i suoi croissant e tarte tatin, la Brasserie (il ristorante) dove assaporare le specialità dello chef Matt Simonet, dal classico boeuf bourguignon al più prestigioso foie gras; la Boulangerie (panetteria) invasa dal profumo delle fragranti baguette e l’Epicerie (il negozio di specialità).

Trait d’union tra le varie ambientazioni – ognuna delle quali ordinatamente delimitata da una caratterizzante pavimentazione, a mosaico con pattern ideati ad hoc dall’interior designer per la zona bar e la panetteria, in legno di rovere tinteggiato nero per le sale caffè e ristorante – sono i materiali, i colori e gli elementi decorativi che ricalcano direttamente lo stile francese. A partire dalle leggere modanature che circondano le tre aree o dallo scenografico lampadario di ingresso che riproduce in chiave moderna i più classici lustri francesi.

Troviamo quindi gli inserti in ottone, che ritmano l’imponente bancone del bar (lungo 4mt, curvato) al piano terra, profilano i tavolini o scandiscono in modo discreto la scala che porta al ristorante soppalcato con cucina open space; qui predomina il ferro battuto che, grazie agli elementi di illuminazione e alle basi dei tavolini, evoca i grandi viali parigini. La calda naturalità del legno in rovere abbraccia l’intera location attraverso boiserie e arredamenti realizzati su misura, lasciando spazio al marmo nelle zone servizio. Una neutra tonalità interrotta unicamente dal vellutato bordeaux delle sedute.

È quindi un gioco di rimandi tra un’ambientazione e l’altra, un fluire ininterrotto di percezioni e sensazioni all’interno di uno spazio aperto e luminoso che favorisce la convivialità.

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