Maison&Objet
paola-tisi 6/09/2017

Venini espone l’arte di Vittorio Zecchin

Una grande mostra presso le stanze del vetro di Venezia per raccontare l’opera dell’artista muranese Vittorio Zecchin, che dal 1921 al 1925 fu direttore artistico della vetreria, allora nota come Cappellin Venini & C.

Sono i vetri disegnati fra il 1921 e il 1926 i protagonisti della mostra Vittorio Zecchin: i vetri trasparenti per Cappellin e Venini, allestita da Venini a Venezia e in calendario dall’11 settembre 2017 al 7 gennaio 2018.

Una retrospettiva curata da Marino Barovier, che si apre in occasione di The Venice Glass Week e si snoda negli ambienti delle Stanze del Vetro, spazio espositivo permanente allestito nell’ex Convitto dell’Isola di San Giorgio, lungo un percorso culturale e produttivo unico. Un percorso volto a celebrare l’opera dell’artista muranese, che alla fine del 1921 ha assunto la direzione artistica della V. S. M. Cappellin Venini & C., la vetreria fondata da Paolo Venini e Giacomo Cappellin, che oggi si chiama Venini e, da quasi un secolo, continua la sua produzione artistica senza interruzione.

In mostra una selezione dei più rappresentativi capolavori firmati Venini e disegnati da Vittorio Zecchin: dal vaso Veronese, ispirato a quello che compare nell’Annunciazione di Paolo Veronese e divenuto simbolo della vetreria, al vaso Libellula, con i suoi con ampi e leggeri manici in vetro soffiato; e poi le forme sinuose di un’anfora, quelle essenziali di una boccia o quelle che ricordano la campana di una tromba. Oggetti che rispetto ai manufatti dell’epoca si differenziarono subito per le proporzioni e le linee essenziali e classiche.
Un patrimonio che si conserva grazie alle molteplici collezioni permanenti che hanno selezionato le creazioni firmate Venini e grazie allo stesso  Museo Venini che, con 45.000 disegni, 6.000 foto d’epoca e 4.000 opere d’arte, rappresenta il più prezioso archivio della vetreria artistica moderna e contemporanea.

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