Maison&Objet
anna-casotti 15/06/2022

Il design del sacro

Il poliedrico Studiopepe incontra l’esclusiva visione del collectible di Galerie Philia

Nella suggestiva cornice di uno spazio di archeologia industriale esteso su oltre 220 mq, all’interno dell’ex-fabbrica Necchi di Baranzate, Galerie Philia esplora la sacralità attraverso le opere scultoree di Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto. In arte, Studiopepe.

Temenos by Studiopepe - Photo © Maison Mouton Noir

Temenos by Studiopepe – Photo © Maison Mouton Noir

In occasione della Milano Design Week, l’imponente mise en scène dal titolo evocativo Temenos – in greco, luogo sacro pertinente a un santuario e alla sua recinzione – si è trasformato in un’esperienza immersiva ispirata alle morfologie circolari di Stonehenge e alla cupola del Pantheon.

Arianna Lelli Mami & Chiara Di Pinto - Photo © Studiopepe

Arianna Lelli Mami & Chiara Di Pinto – Photo © Studiopepe

«Co-curata con Galerie Philia, l’installazione è stata pensata per narrare la nozione di sacralità nella sua complessità antropologica e storica, nei nostri lavori, nei simboli dati a oggetti e arredi attraverso la storia» spiegano Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto, fondatrici dello studio creativo.

Temenos by Studiopepe - Photo © Maison Mouton Noir

Temenos by Studiopepe – Photo © Maison Mouton Noir

Una struttura cilindrica posta al centro dello spazio traslava la forma di un tempio e svelava le opere eclettiche di Studiopepe, il suo approccio anticonformista al progetto e l’accurata ricerca di archetipi formali. «Temenos – spiega Ygaël Attali, cofondatore di Galerie Philia – rappresenta l’inizio della nostra collaborazione con Studiopepe. Il loro design organico-scultoreo, interamente fatto a mano, evidenzia la bellezza dell’imperfezione in un lavoro compiuto. Studiopepe ha prodotto un potente insieme di pezzi che spicca per la sua coerenza tematica ed estetica».

Temenos by Studiopepe - Photo © Maison Mouton Noir

Temenos by Studiopepe – Photo © Maison Mouton Noir

Opere che evocano anche i “mentori” del duo artistico tra cui Constantin Brancusi, Isamu Noguchi, Le Corbusier. Ne è scaturita così una collezione in edizione limitata creata in esclusiva per Galerie Philia: sedute monolitiche, una console, una lampada e uno specchio caratterizzati da una completa rivisitazione della loro funzione, eliminata o trasformata nel simbolismo che l’uomo attribuisce.

Temenos by Studiopepe - Photo © Maison Mouton Noir

Temenos by Studiopepe – Photo © Maison Mouton Noir

Ogni opera è denominata con le nove entità archetipiche della cosmogonia egizia, i principi essenziali per la creazione dell’universo: il tavolino Tefnut assemblato con lastre di onice marrone; la lampada Temu immersa nella sua forma organica; Geb e Nut, serie di troni dalle audaci geometrie con schienali realizzati in legno bruciato; Isi, seduta modernista in cemento ispirata al celebre Palazzo dell’Assemblea di Chandigarh di Le Corbusier.

Nut by Studiopepe - Photo © Flavio Pescatori

Nut by Studiopepe – Photo © Flavio Pescatori

Isi by Studiopepe - Photo © Flavio Pescatori

Isi by Studiopepe – Photo © Flavio Pescatori

«Nei nostri viaggi ci piace visitare musei etnografici e antropologici come il Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma con la sua collezione di arte tradizionale e di materiali in cui sono documentate le culture di tutti i continenti» racconta Studiopepe. «Elementi che oltre ad avere un carattere artistico e religioso testimoniano i vari aspetti della cultura materiale delle popolazioni non europee, da cui abbiamo tratto ispirazione per la nostra collezione».

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