Maison&Objet
stefaniaevans 9/09/2025

Il futuro prende forma a M&O 2025

Maison&Objet ha puntato i riflettori sulla prossima generazione di designer. Tra premi, collettivi ed eventi in tutta la città, M&O ha creato un ecosistema in cui innovazione, sostenibilità e sperimentazione audace hanno definito il tono per il design di domani

Maison&Objet è tornata a Parigi con un’edizione che guarda al futuro e ai talenti emergenti. Il tema conduttore è la “nuova guardia” del design: progettisti e brand che si distinguono per audacia, approccio responsabile e una visione capace di rinnovare linguaggi e modalità produttive.

Biocement, design Friedrich Gerlach - Photo © Julia Huhnholz

Biocement, design Friedrich Gerlach –                         Photo © Julia Huhnholz

Gabriel Tarmassi - Photo © Katharina Meixner.

Gabriel Tarmassi –                                                     Photo © Katharina Meixner

Tre i programmi principali che compongono questo ecosistema: i Rising Talent Awards, il Future On Stage e gli spazi Factory. Proprio Future On Stage, giunto alla sua sesta edizione, entra nel cuore del Design District per valorizzare tre giovani realtà selezionate da una giuria internazionale: la norvegese Drobe, con la sua valigia che si apre e diventa un armadio; Yüssée, marchio parigino che propone esperienze sensoriali legate alle stagioni cinesi; e Hilo, da Monaco, che rivoluziona il mobile con soluzioni modulari e senza viti, pensate per la vita urbana.

M&O Factory 2024 - Photo ©Anne-Emmanuelle Thion

M&O Factory 2024 – Photo ©Anne-Emmanuelle Thion

Accanto a loro, le aree Factory raccolgono oltre quaranta nuovi brand, spaziando dall’enogastronomia al design per l’infanzia. Tra i nomi: OSCO con i suoi aperitivi analcolici, Maison Primavera per la tavola, e Fabli, lettore interattivo dedicato ai più piccoli. Factory si articola in diverse anime: da Factory by Ulule, dedicato all’imprenditoria creativa, a Factory by La Ville de Paris, che mette in luce i talenti con etichetta “Fabriqué à Paris”, fino a Factory by Paris Design Week, che porta in fiera sei ex partecipanti della Design Week con spazi pronti all’uso.

Yüssée by Yuan Yuan & Cédric Guennoc

Yüssée by Yuan Yuan & Cédric Guennoc

Hilo, design Adeline Michelotti

Hilo, design Adeline Michelotti

Il Design District diventa così un laboratorio sperimentale, affidato quest’anno al collettivo Hall Haus, già noto sulla scena francese per i suoi progetti che intrecciano funzionalità, sostenibilità e radici culturali. La loro direzione artistica immagina uno spazio immersivo fatto di energia urbana, scenografie modulari e una segnaletica dinamica, dove ogni studio trova visibilità e possibilità di dialogo.

Factory Spaces – Photo © Anne-Emmanuelle Thion

Factory Spaces – Photo © Anne-Emmanuelle Thion

La selezione si arricchisce con il contributo di Pauline Vincent, fondatrice di La Romaine Édition, che porta in primo piano un design sensoriale e poetico con realtà come Maison Balzac e la designer franco-americana Sophie Lou Jacobsen.

Bucket bucket bag by Atelier Penso

Bucket bucket bag by Atelier Penso

Gram by Sœur & Mer

Gram by Sœur & Mer

Parallelamente, il Paris Design Week Factory nel Marais conferma il suo ruolo di piattaforma internazionale: oltre 150 creativi da tutto il mondo esploreranno il tema della “Rigenerazione” attraverso mostre, installazioni e un ciclo di talk curato da Formae.
Con questa edizione, M&O intreccia fiera e città in un racconto collettivo. Un manifesto che celebra il design come linguaggio vivo, capace di dare spazio a nuove generazioni e di ripensare i confini della creatività contemporanea.

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