
Architectural project: AR.CH.IT Luca Cipelletti
Furniture: smarin
Partners: Scalo Milano (Education Partner), Dedar (Textile Partner), Deloitte and Fondazione Deloitte, Lavazza Group, Salone del Mobile.Milano
Photo: Gianluca Di Ioia, Lorenza Daverio, smarin, Triennale Milano
Entrare in Gioco significa trovarsi in uno spazio che cambia sotto i propri occhi. Non un’aula, non una sala giochi, ma un luogo capace di trasformarsi ogni volta che viene abitato. Alla Triennale Milano, nel rinnovato Piano Parco, il progetto firmato da AR.CH.IT Luca Cipelletti e arricchito dagli arredi modulari dello studio francese smarin accoglie bambine e bambini in un ambiente che unisce architettura, design e pedagogia.



Il cuore dello spazio sono i blocchi di sughero e i piani in abete, elementi semplici e leggeri, assemblati senza viti o chiodi. Sedute, scrivanie, piccole strutture da gioco o aree di riposo: tutto può essere costruito e ricostruito in pochi minuti. Il gesto stesso di comporre e ricomporre diventa parte dell’esperienza, un invito a pensare con le mani, a progettare liberamente.
La flessibilità non è solo formale, ma anche funzionale. Gioco può aprirsi per ospitare un laboratorio, trasformarsi in studio di danza o sala di proiezione, diventare rifugio raccolto per lettura e contemplazione. La dimensione mutevole dello spazio incoraggia l’imprevisto e accoglie l’energia dei più piccoli senza imbrigliarla.


Accanto alle attività curate dal dipartimento educativo della Triennale, lo spazio vive della presenza quotidiana delle famiglie: libri illustrati in italiano e inglese, silent book – libri illustrati senza parole, volumi in CAA e testi che introducono alla LIS rendono la biblioteca inclusiva e ricca di possibilità.
Per i genitori, la praticità è parte del progetto: parcheggi per passeggini, armadietti, fasciatoio e un punto acqua completano l’ambiente, mentre al ristorante Cucina Triennale è disponibile un menù dedicato ai bambini.



Con Gioco, la Triennale ribadisce il proprio impegno verso un’idea di museo come luogo aperto, accessibile e familiare. Qui il design non è cornice, ma strumento vivo: un linguaggio che favorisce incontro, scoperta e creatività condivisa.








